MARVEL IT presenta:

#56

DOMANI E’ SEMPRE LO STESSO GIORNO

(o “Questa non è una saga” Parte 6 di 5)

 

Al centro di una grandissima stanza sotto una grande cupola cristallina, nove persone appaiono dal nulla e restano perfettamente immobili.

Quasi tutte appartengono a un gruppo che si fa chiamare “i Difensori”, e sono reduci da una difficile battaglia. Sono il Cavaliere Nero, Nottolone, Hellcat, la Valchiria e quella che potremmo chiamare Miss Marvel se attualmente non fosse in abiti civili e senza poteri, nella sua identità di Carol Danvers.

In mezzo a loro un ex Araldo di Galactus, Firelord, si tiene una mano sul petto lacerato da un colpo di spada…da cui escono piccole bolle di energia cosmica. E Deadpool, mercenario dalla parlantina troppo veloce, fortunatamente zitto.

Al centro un alieno dalla pelle marmorea in un’armatura cremisi, Torn, che sta cercando di uccidere con la sua spada cremisi una ragazzina rannicchiata a terra. La chiamano Replica, e nessuno è ancora particolarmente certo di cosa sia.

-Disattivare campo di stasi – ordina qualcuno.

I Difensori e gente assortita tornano a muoversi. Ignaro di essere stato immobilizzato, Torn fende l’aria con una spada immaginaria per uccidere Replica…ma si accorge di non avere niente in mano.

-La mia spada ! – si lamenta Torn.

-La mia spada ! – si lamenta il Cavaliere Nero.

-La mia spada ! – si lamenta la Valchiria.

-La mia testa… - si lamenta Hellcat non avendo capito nulla della situazione (come tutti gli altri del resto).

Qualcuno tossisce, ed il gruppo si volta verso la voce che lo ha fatto. In cima a una scalinata un uomo calvo leggermente soprappeso, che indossa un qualcosa a metà tra una tuta aderente e un’uniforme militare (con tanto di spalline) di un verde talmente brillante da far male agli occhi.

Al suo fianco fluttua un campo di energia che contiene le tre spade, la staffa di fuoco cosmico di Firelord e la cintura di teletrasporto di Deadpool. Sorride stancamente.

-Lasciate che mi presenti. Sono il Generale Arthur Zarrko, Comandante Supremo delle Forze Armate Galattiche. Benvenuti nel 956simo secolo.

-Chi è questo qui ? – chiede Carol Danvers.

-Il suo nome mi è familiare, me ne ha parlato il possente Thor – ricorda la Valchiria – Si fa chiamare l’Uomo del Domani, e viene dal futuro della Terra.

-Ma non mi dire – commenta sarcasticamente Nottolone.

-Cioè in pratica il Kang dei poveri ? – risponde il Cavaliere Nero.

-Se non vi dispiace non ho ancora finito ! – sbraita il Generale – Vi starete chiedendo perché vi ho portato qui…

-No, in realtà non ce ne frega niente. Quando torniamo indietro ? – chiede Deadpool.

-Datemi solo un minuto – gli risponde Firelord, cercando di rilasciare una scarica di potere cosmico verso Zarrko…senza il benché minimo risultato.

-Il mio Potere Cosmico !

-Ricominciamo… - si lamenta Hellcat.

-Confiscato, così come tutte le vostre armi. Volevo solo mettere le mani sui Sigilli, ma visto che siete stati così cortesi da portarmi così tanta energia mistica…finirete tutti quanti nella mia Fornace Cosmica, insieme alle vostre armi magiche. Osservate !

La cupola di cristallo diventa trasparente, lasciando intravedere un colossale getto di energia che sale oltre il cielo stellato. Molto oltre.

-Ma ho avuto fin troppo a che fare con il 20° secolo per credere che siate innocui senza le vostre armi. Katar ! Shayera ! Portateli alle prigioni, subito !

-Difensori…assecondatelo. E’ l’unico modo in cui possiamo scoprire con cosa abbiamo a che fare – sussurra Nottolone.

-Avrei comunque preferito Kang – mormora il Cavaliere Nero.

 

Poco dopo. La prigione femminile.

Quattro mani afferrano le sbarre di metallo, e tutti i muscoli del corpo si sforzano al massimo per distruggerle.

-Hhnn…cadi, maledizione…per Odino, cadi… - ringhia la Valchiria.

-Niente da fare – continua Carol, lasciando la presa e asciugando la fronte dal sudore – La superforza non mi è ancora tornata del tutto, e se non ci riesci tu…

-La Valchiria…non sarà tenuta…prigioniera…hhnnn…

-Neanche a me piace, ma non sforzarti inutilmente. Dev’essere di adamantio o qualcosa del genere. Troveremo un altro modo per andarcene…

-Hai ragione, Carol – annuisce la Valchiria mollando la presa – Troveremo un altro modo. Come abbattere questa barriera !!!!

La Valchiria carica a testa bassa dando una spallata alla porta, ma senza scalfirla.

-Asgardiani… - mormora Carol scuotendo la testa.

Hellcat è in un altro angolo della cella, in cerca di altre vie di uscita. La porta di metallo con una piccola finestra a sbarre sembra l’unico ingresso; tutta la stanza sembra chiusa.

-Hanno sicuramente alzato lo standard delle prigioni nel futuro. Il mio appartamento non è così grande – nota guardandosi attorno. Riconosce solo i letti, ma a giudicare quanto è grande questo posto deve contenere gli equivalenti del futuro di cucina, sala da pranzo e idromassaggio…

-Non mi piace questo posto – dice Replica con una voce sul punto di trasformarsi in pianto. E’ seduta a terra, rannicchiata su se stessa come se stesse congelando.

-Tranquilla, ce ne andremo presto da qui…

-Per Asgaaard ! – si sente urlare, e poi un altro tonfo metallico

-…prima o poi.

-Non mi piace qui…mi ricorda un altro posto…umido e con gente in strane tute che urla…e parlano in modo strano…

-Ti sta tornando la memoria ? Stai parlando della Fabbrica di Carne ?

-Cos’è una Fabbrica ?

-Ah…

-Non mi piace qui. Perché non ce ne andiamo ?

-E secondo te cosa stiamo cercando di fare ? – risponde Carol, decisamente meno a suo agio di Hellcat con Replica. Forse perché lei non c’era mentre la ragazzina cercava di uccidere la Valchiria

-Non lo so. Perché non uscite e basta ? – risponde Replica con voce innocente.

-Perché non possiamo semplicemente passare attraverso la porta e andarcene. Secondo te !?

-Perché non potete ? Io posso.

-Carol, penso che dovremmo darle ascolto… - tenta di difenderla Hellcat.

-Possiamo cavarcela da sole anche senza l’aiuto di miss tabula rasa.

-Cadi, nel nome del Padre di Tutti, cadi !!! – urla la Valchiria prendendo a pugni la porta.

-Sigh…fai un tentativo, Replica.

Accompagnata da Hellcat con fare quasi materno, la ragazzina…ancora visibilmente impaurita…si avvicina alla porta, stendendo un braccio oltre la finestra facendolo passare tra le sbarre.

La sua mano si trasforma in una poltiglia verde, che lascia cadere a terra una palla dello stesso materiale con un orrido rumore organico. Neanche dieci secondi dopo, una copia esatta di Replica guarda le detenute dall’altro lato della porta della prigione.

-Adesso possiamo andare ? – chiede la copia.

-Effettivamente potremmo sfruttare questa cosa – confessa Carol a Hellcat.

 

Nel frattempo. La prigione maschile.

Due mani afferrano le sbarre di metallo, e tutti i muscoli del corpo si sforzano al massimo per distruggerle.

-Hhnn…cadi, maledizione…per Xandar, cadi… - ringhia Firelord.

-Lascia perdere, sembra indistruttibile e non c’è modo di forzarla – gli suggerisce il Cavaliere Nero dopo aver inutilmente cercato una serratura.

-Se solo avessi ancora il Potere Cosmico…hhnn…nemmeno a Dynamo City hanno annullatori così efficienti…

Nottolone se ne sta in un angolo, in meditazione nella posizione del loto, ad ascoltare. In silenzio.

-Dobbiamo sbrigarci a uscire di qui ! Ho visto troppi film sulle prigioni per perdermi la scena della doccia !!! – si esalta Deadpool.

-Amico vostro ? – chiede Firelord.

-Mettiamola così: sto seriamente pensando di non farlo evadere…

-Andiamo, dovrà pure essersi fatto sfuggire qualcosa – mormora Torn, continuando ad aprire uno scompartimento dopo l’altro nella sua armatura cremisi.

-Perso qualcosa, a parte gli occhi ? – chiede Deadpool fissando l’alieno dagli occhi di fiamma azzurra.

-Non ho più neanche un’arma. Se avessi qualcosa di tagliente, qualunque cosa, saremmo fuori di qui in un attimo.

-Bastava chiederlo ! Hai sempre il mio senso dell’umorismo ! Un prete, un rabbino e Magneto entrano in un bar…

Con un pugno rapidissimo, Torn colpisce Deadpool alla mascella e gli fa sbattere la testa contro una delle pareti, facendolo crollare a terra.

-Ricordatemi di tagliargli la gola.

-Per quanto apprezzi il gesto – parla Nottolone per la prima volta da quando è qui dentro – Ci devi ancora parecchie spiegazioni, straniero.

-Invece di perdere tutto questo tempo aiutatemi a trovare una lama qualsiasi.

-Senti, visto che hai cercato di ucciderci penso tu ci debba delle spiegazioni – continua il Cavaliere Nero.

-Non ho niente contro di voi…cerco soltanto i Sigilli.

-Ragazzi che sogno – ricomincia Deadpool rimettendosi in piedi e portando una mano alla testa – Ero sotto la doccia con la Valchiria e a lei cadeva la sua spada di sapone…

Torn lo zittisce di nuovo con un altro pugno, alzandosi in piedi per cercare in ogni angolo un’arma.

-Ci deve essere qualcosa che posso usare come lama da queste parti…

-D’accordo, abbiamo tirato fin troppo per le lunghe questa storia. Cosa sono i “Sigilli”, Torn ? – insiste il Cavaliere Nero.

-Se vi rispondo, promettete di darmi una mano a cercare una lama ?

-Quello che ti pare – risponde Firelord.

-Nella mia dimensione sono noti come i “Sigilli del Cielo”, dodici simboli mistici che sono la chiave per il potere assoluto. Almeno, secondo le leggende ne esistono dodici… ma nessuno è mai riuscito a possederne più di otto. Sono sparsi ai quattro angoli della creazione, e l’unico modo per possederli è sconfiggere chi li possiede. Tutta la mia dimensione, ed il mio pianeta natale Yttr, è in uno stato di guerra perenne da milioni di anni alla ricerca dei Sigilli. Uno di essi è stato inciso sulla mia Spada, e la mia famiglia da generazioni si preoccupa di far sì che nessuno se ne impadronisca.

-Ooh…mamma, penso di avere una commozione cerebrale…mi compri il gelato ? – farnetica Deadpool alzandosi di nuovo in piedi.

-Quelli della vostra razza muoiono se gli si stacca la testa ? – chiede Torn, spazientito.

-Deadpool, cerca di stare zitto almeno per due minuti o gli rispondo – conclude Nottolone.

-Questi “Sigilli”…si trasferiscono sotto forma di nebbia rossa e non sono rilevabili da nessuno strumento, non è così ? – chiede il Cavaliere Nero.

-Esattamente. Ancora non capisco come abbia fatto questo Zarrko a rintracciarli… che io sappia, solo chi già possiede un Sigillo può avvertirne la presenza.

-Ecco come ho fatto a rintracciarvi sulla Terra…senza saperlo ero entrato io in possesso di uno di questi “Sigilli”…

-Mi dispiace averti ferito per recuperarlo, Firelord, ma devi capire quanto sia disperata la situazione nella mia dimensione. Capii che l’unico modo per mettere fine alla guerra eterna fosse recuperare tutti i Sigilli, ed avevo scoperto che molti si trovavano nella vostra dimensione. Cercai di contattare il vostro Mago Supremo, ma non avevo preso in considerazione certe…differenze linguistiche.

-Un secondo, e l’alieno sputafuoco a cui avevo vinto un Sigillo ? Quello che adesso ha Replica ? – chiede il Cavaliere Nero.

-Un pyriano a cui stavo dando la caccia da qualche…qualcuno si avvicina.

-Ehm…scusate… - si intromette timidamente una voce femminile.

I prigionieri si voltano per guardare la porta. Dall’altra parte una ragazza dai capelli neri si morde un labbro.

-Carol dice di non preoccuparsi, stiamo lavorando a un piano per evadere.

-Non serve, siamo già praticamente liberi – risponde Torn, alzandosi e procedendo a passo sicuro verso la porta.

-La ragazza è sotto la mia protezione – protesta Firelord, fermando lo spadaccino con una mano.

-Lei non è l’originale, non ha con sé il sigillo. Non è quello che mi interessa…fammi passare.

Riluttante, Firelord si fa da parte. Torn fa passare una mano dalle sbarre della prigione, e la copia di Replica fa un passo indietro…non abbastanza veloce per evitare che Torn prenda qualcosa dalla sua spalla. Gli altri si avvicinano per capire che stia succedendo…persino Nottolone abbandona la sua postazione.

Torn tiene tra le mani un lungo capello rosso, che spiega per tutta la sua lunghezza con insolita delicatezza dati i pesanti guanti di metallo.

-Hellcat – deduce Nottolone ascoltando il colore – Ma non ne vedo l’utilità.

-Lo capisco, anch’io ho un debole per le rosse…vi hanno già fatto indossare le uniformi, piccola ? – interviene a sproposito Deadpool.

-State tutti indietro – avverte Torn, tenendo il capello ormai rigido tra due dita, come se fosse una microscopica bacchetta.

Poi con un ampio movimento del braccio fende l’aria davanti a sé, rilasciando una sottilissima ondata di energia rossa che attraversa i muri della prigione. Dopo qualche secondo di indecisione, una delle pareti crolla rumorosamente lasciando libero un passaggio verso uno dei corridoi.

-Wow. Pensi di poterlo rifare per liberare anche le ragazze ? – chiede il Cavaliere Nero.

-Certo. E una volta recuperate le armi potrei anche insegnarti come si usa veramente una spada…

 

La Fornace Cosmica

Una ragazza in costume organico aderente verde scuro si avventura nella grande stanza sotto la cupola, intimorita e spaventata. Cammina lentamente nel tentativo di non fare rumore… ma il silenzio solenne è talmente opprimente che ogni passo sarebbe udibile a miglia di distanza.

Il Generale Zarrko è in piedi ai bordi della cupola, con le mani dietro la schiena, ed osserva il getto di energia che si scaglia titanico verso l’alto.

-Ti ho sentito, bambina. Non cercare di attaccarmi, i sistemi difensivi di questa fortezza fermerebbero persino il potente Thor.

-Chi ?

-Non ha più importanza. Niente ha più importanza, ora…avvicinati. Sono protetto da un campo di forza personale, quindi so che non sei un pericolo per me.

Replica si avvicina, anche se ancora nervosa. Questo posto è molto meglio del brutto posto dove si trovava prima, ma ha ancora paura. Quest’uomo è molto strano…

-Gli altri pensano che ci ucciderà tutti. E’ vero ?

-Temo di sì, bambina. Non ho altra scelta…

-Devo morire anch’io ? Non mi piace morire.

-Vedremo…non sembri una minaccia, e potresti tornarmi utile per superare l’assillante solitudine di questo posto.

-Se qui non ti piace, perché non torni indietro con noi ? Non ricordo molto dell’altro posto, ma sembrava…meglio.

-Io sono prigioniero quanto voi, bambina, se non di più. Lascia che ti racconti la mia storia…il mio nome è Arthur Zarrko, e sono nato in uno dei secoli più disgraziati della storia…il 23esimo. Un tempo in cui non ci sono più sfide, più stimoli intellettuali…più guerre e conquiste. Avevo letto negli archivi storici di un altro viaggiatore del tempo conosciuto come Kang il Conquistatore, sfuggito a un altro secolo privo di interesse, nel tentativo di conquistare un pianeta più combattivo. Ispirato, viaggiai indietro nel tempo per rubare un’arma da utilizzare per schiavizzare il mio tempo…ma il dannato Thor mi fermò. E per quante volte tornassi in quel maledetto secolo per tornare a conquistarlo…o in qualunque altro…c’erano sempre super-esseri e divinità a fermarmi. Deve esistere una tecnologia in grado di battere questi esseri, pensai, e spinsi al massimo la mia macchina del tempo per entrare nell’epoca futura più remota che potessi raggiungere…questo tempo, il 956simo secolo.

-Ed è un bel posto ?

-Per uno come me, è l’inferno. L’umanità si è evoluta in un qualcosa di infinitamente diverso…infinitamente superiore, infinitamente più noioso. Gli esseri che abitano questo tempo sono molto potenti, molto annoiati e molto, molto sadici. Mi impedirono di lasciare quest’epoca, ma mi lasciarono accedere a una parte della loro tecnologia e non interferirono con i miei piani… li divertivo. Mi lasciarono il controllo totale delle forze armate di questa galassia…in cui non esiste più neanche un soldato, neanche un’arma. Giurai di fuggire e fargliela pagare. Così costruii questa meraviglia…la Fornace Cosmica. Ti piace ?

-E’ molto…luminosa – è tutto quello che riesce a rispondere Replica, guardando la Fornace con occhi innocenti.

-Sì…è molto luminosa… - risponde Zarrko con occhi ossessionati – Vedi, bambina, qualsiasi cosa si riduce alle sue componenti elementari se portata a una temperatura abbastanza alta. Qualsiasi cosa… anche la magia. Raggruppai tutti i manufatti mistici rimasti ancora intatti e li usai per alimentare la Fornace…non c’era altro modo di rintracciare i Sigilli, l’unica cosa che mi avrebbe permesso la fuga.

-Una di me ha uno di questi “Sigilli”…significa che finirà…nella Fornace ?

-No, non necessariamente. Devono esserci altri modi per ottenerlo, non trovi ? C’è sempre un modo…

Un oggetto di metallo atterra improvvisamente di fianco a Zarrko, separandolo da Replica. Una porta di metallo indistruttibile con una finestra sbarrata.

-E’ la prima volta che dici qualcosa di sensato, pelatone ! Vendicat…cioè Difensori all’attacco !!! – incita Carol Danvers.

-Sigh…sarò subito da te, Replica.

 

Alla pressione di un pulsante sulla sua uniforme, il Generale Zarrko aziona un campo di forza che circonda subito Difensori e alleati.

-Avresti dovuto distruggere prima le armi invece di aspettare di farci fuori, Zarrko – spiega il Cavaliere Nero, facendo apparire la leggendaria Lama d’Ebano tra le proprie mani e usandola per tagliare il campo di forza.

-Impressionante…per un principiante – commenta Torn, ma nessuno lo sta a sentire: è il momento di fare gli eroi.

Tutti quanti partono alla carica, riparati dal Cavaliere Nero che usa la spada per deflettere i raggi laser provenienti dalle mani di Zarrko. Solo uno di loro non approfitta della copertura…Firelord, che intercetta una delle scariche con le proprie mani e la rilancia al mittente come una palla da baseball.

L’energia colpisce la cupola di cristallo, che inizia ad incrinarsi. Le crepe si diffondono rapidamente a tutta quanta la struttura, ed i primi microscopici cocci iniziano a cadere…

-Uh-oh…forse non è stata una grande idea…- ammette l’ex Araldo.

La cupola crolla su se stessa, ed i Difensori si impegnano per evitare di essere colpiti dalle macerie. Zarrko non è abbastanza veloce da evitare uno dei frammenti, che colpisce e lacera la sua uniforme.

-I miei comandi ! Non controllo più i sistemi di difesa !

Nottolone, che ha usato il suo jetpack per schivare le macerie, vola direttamente contro il Generale ed immobilizzandogli le mani dietro la schiena intima:

-Ridacci le nostre armi e rimandaci nel presente con la tua macchina del tempo, e non faremo…

-Controllavo la macchina del tempo con i computer dell’uniforme…adesso è inservibile ! E senza la cupola, la vicinanza della Fornace rende impossibile il viaggio nel tempo !

-Allora lasciatemi rimediare, adesso che i suoi dispositivi infernali non annebbiano più il Potere Cosmico ! – annuncia Firelord, lanciando una potentissima fiammata di energia cosmica alla base della Fornace.

Il risultato è a dir poco imprevedibile…per Firelord. Gli eroi di vecchia data se lo aspettavano da un momento all’altro.

Inizia una reazione a catena, e per quanto finora potesse sembrare impossibile la Fornace diventa ancora più potente e luminosa…

-Imbecille cosmico !!! – sbraita Zarrko, lasciato libero da Nottolone in quanto unica possibilità di andarsene da quel tempo – Hai potenziato la reazione ! Se raggiunge e fonde anche le ultime armi magiche, crescerà fino a distruggere l’intero sistema solare ! Ormai è tutto fuori controllo !

-Oops – è tutto quello che l’Araldo ha da dire.

-Dobbiamo andarcene da qui ! Allontanarci il più possibile ! – suggerisce il Cavaliere Nero.

-Prima dovremo riprendere le armi ! Dove sono ? – chiede Hellcat.

-Alla base della Fornace, dieci metri sotto alla cupola… ma evitare i suoi riflussi di energia è quasi impossibile ! – risponde Zarrko.

-E’ solo un po’ di ginnastica… voi cominciate ad allontanarvi ! – replica Hellcat, correndo verso il limite della stanza e saltando giù. Deadpool la insegue immediatamente.

-Eh no, gattina ! Hai idea di quanti soldi potrei fare su e-Bay vendendo la spada della Valchiria !? E’ un’occasione unica !

 

Diverse evoluzioni dopo Hellcat atterra davanti al gigantesco calderone, dando un calcio al robot di servizio che tiene in mano un campo di energia contenente due spade.

La testa del robot colpisce la Fornace, venendo disintegrata. Il campo di forza sparisce, e gli oggetti cadono a terra.

-Questa è mia…mi avete già rotto le altre spade ! – si intromette Deadpool prendendo da terra la spada della Valchiria.

Hellcat afferra la prima cosa a portata di mano, la staffa cosmica di Firelord, e la usa per parare il colpo del mercenario rispondendo:

-Stai scherzando, vero !? Non abbiamo tempo per questo !

-Senti, non esiste che io me ne vada da qui senza un souvenir…

Il suo desiderio viene realizzato quando la reazione cresce di intensità e un lampo di luce li investe, facendoli scomparire.

L’intera struttura inizia a barcollare, e la potenza della Fornace Cosmica rischia di distruggerla completamente. Nessuno ha una vaga idea di come scappare, ma immaginando che Zarrko avesse un sistema di fuga alternativo lo seguono nella sua corsa affannata.

-Un momento…se ho sovraccaricato io il sistema, forse posso anche stabilizzare la reazione ! – realizza Firelord, iniziando ad alzarsi in volo.

-Tu non vai da nessuna parte, hai già fatto abbastanza danni ! – gli risponde Carol afferrandolo per una gamba.

Replica si ferma, portandosi una mano alla nuca.

-Credo che mi abbia colpito qualcosa…

La Valchiria si ferma per soccorrerla, notando che un frammento di cristallo si è conficcato nella testa della ragazza. La prende in braccio, portandola in salvo.

-Tranquilla, andrà tutto bene…

La Fornace aumenta la propria energia, rilasciando diversi tentacoli di luce. Uno di essi investe in pieno Carol e Firelord, muovendosi in circolo fino a colpire anche la Valchiria e Replica.

-Carol !!! – si ferma il Cavaliere Nero vedendo la propria moglie scomparire – Voi andate avanti !!!

-Non fare idiozie, farai solo la stessa fine – risponde Nottolone, afferrando il compagno di squadra per una spalla nel tentativo di fermarlo.

Ed ha effettivamente ragione: un’altra esplosione di luce li colpisce, facendoli svanire nel nulla.

Torn e Zarrko hanno raggiunto il sistema di teletrasporto di emergenza, ma per quanti pulsanti prema Zarrko non riesce a far partire niente.

-Andato ! Siamo spacciati, non c’è modo di fuggire !

Lo spadaccino guarda la reazione energetica della Fornace che cresce, e sospirando chiede:

-Calvizie, obesità e macchine che non funzionano. C’è qualcosa che funziona in questo tuo futuro ?

Se Zarrko ha una risposta da dare, scompare in un lampo di luce prima che la Fornace Cosmica esploda disintegrando ogni cosa nei paraggi.

 

Da qualche parte, in qualche tempo

Carol Danvers alias Miss Marvel si sveglia con il peggior mal di testa della sua vita…e considerando le avventure che ha passato, questo vuol dire molto.

Si alza in piedi con fatica, i muscoli intorpiditi. Guarda verso l’alto…il sole è alto sull’orizzonte, incredibilmente luminoso. In qualunque direzione guardi, solo e unicamente sabbia.

-Oh…merda. Chissà su che pianeta alieno siamo finiti questa volta…

-Hhnn…peggior atterraggio di sempre… - si lamenta Firelord alzandosi in piedi.

-Tu farai meglio a stare zitto…guarda in che razza di pasticcio ci hai cacciati !!! Ti sembrava il caso di metterti a sparare a quel modo !?

-E’ stato solo un piccolo errore – si scusa Firelord – Non conoscevo quella tecnologia. Ma non temere, adesso che ho di nuovo il Potere Cosmico mi sarà semplice scoprire dove ci troviamo e riportarti a casa…

-Sì, ammesso che non sbagli strada – risponde Carol riparandosi la fronte dal sole con una mano, per guardarsi attorno. Solo sabbia…

-Ti ho detto che non hai niente di preoccuparti. Questa è l’ultima volta che Firelord viene fermato dalla tecnologia di un terrestre del futuro ! Hai la mia parolaaaaarrgh !!!

Un raggio di energia colpisce i due involontari viaggiatori, come una potentissima scarica elettrica. Cadono subito a terra privi di sensi.

Un essere umano si avvicina. Indossa degli abiti verdi e oro, ed ha in mano un’arma incredibilmente sofisticata dalla forma di fucile.

-Stupidi primitivi ! Credevano veramente di poter arrivare qui senza rendere omaggio al Signore dell’Alto e Basso Egitto…il Faraone Rama-Tut !?

 

CONTINUA !!!

 

Nel prossimo numero: “Non ne posso più di vedere Rama-Tut”